Gay & Bisex
La creatura aliena
Kimboy74
07.02.2026 |
399 |
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"Mi penetrò senza spit, solo con la sua saliva aliena, e scopò duro, il cazzo che mi lacerava quasi..."
Molti non credono agli extraterrestri, ma noi ne abbiamo ospitata una in casa. Diceva di essere la regina di Uxenb, un pianeta chissà dove nell'universo. Non è stato facile convivere con lei – o lui, non saprei nemmeno dirlo con certezza. All'apparenza era una donna umana, alta e slanciata, con curve perfette e una pelle liscia che sembrava quasi luminosa sotto la luce del sole terrestre. Ma sotto quei vestiti succinti che si era procurata, nascondeva un segreto che ci ha cambiato la vita: un cazzo enorme, spesso e venoso, che spuntava tra le sue gambe come un'arma di dominio assoluto.All'inizio, quando è arrivata da noi – atterrata nel nostro giardino una notte di due anni fa, con la sua navicella che ha lasciato un cratere nell'erba – pensavo che potesse essere un'opportunità. 'Almeno', mi dicevo, 'potrei farle il culo ogni tanto, sfogarmi con questa aliena misteriosa'. Che ingenuo. Invece, è stata lei a prendere il controllo fin dal primo momento. Ci ha ipnotizzati con i suoi occhi viola penetranti, ci ha convinti a ospitarla, e da allora ha trasformato la nostra casa in un suo regno privato di piacere e sottomissione.
Non ci ha mai scopati insieme, mai. Preferisce dividerci, spezzarci uno alla volta, per assaporare la nostra resa individuale. Con me, è sempre un rituale umiliante, ripetuto con una precisione quasi rituale. Ogni sera, dopo cena, mi chiama in bagno. 'Vieni, umano', dice con quella voce profonda e melodiosa, che vibra come un'onda sonora aliena. Io obbedisco, il cuore che mi batte forte, sapendo cosa mi aspetta.
Il bagno è piccolo, angusto, con le piastrelle fredde e il water che puzza di disinfettante. Lei entra per prima, si spoglia lentamente, rivelando il suo corpo nudo: seni pieni e sodi, fianchi larghi, e quel cazzo già semi-eretto che dondola tra le sue cosce. È lungo almeno venti centimetri, spesso come il mio polso, con una cappella viola scuro che pulsa di vita extraterrestre. Mi ordina di inginocchiarmi, di abbassare la testa nel water. 'Apri la bocca, schiavo', ringhia, e io lo faccio, le guance premute contro la ceramica fredda, il naso che sfiora l'acqua stagnante.
Lei si posiziona dietro di me, le sue mani forti – con unghie affilate come artigli – afferrano i miei fianchi. Sputa sulla mia fessura, un lubrificante viscoso e caldo che sa di ozono, e poi spinge. Il suo cazzo entra senza pietà, dilatandomi il culo con un bruciore che mi fa gemere. 'Zitto', mi intima, e io mordo il labbro, mentre lei affonda più a fondo, centimetro dopo centimetro, fino a riempirmi completamente. Il water amplifica ogni suono: i miei ansiti, i suoi grugniti alieni, lo schiaffo della sua pancia contro le mie natiche.
Scopa con ritmo implacabile, tirando indietro fino alla cappella e poi sbattendo dentro, colpendo la prostata con precisione chirurgica. Io gemo, la testa che sbatte contro il bordo del water, le lacrime che mi rigano il viso. 'Ti piace, vero? Essere il mio giocattolo', sussurra, una mano che mi afferra i capelli e mi spinge più giù. Il suo cazzo pulsa dentro di me, venoso e rovente, e io sento il mio corpo tradirmi: il mio cazzo si indurisce contro il freddo del water, gocciolando pre-sborra.
Dopo minuti che sembrano ore, lei accelera, i colpi diventano violenti, il bagno riecheggia di carne contro carne. 'Prendilo tutto', grugnisce, e poi esplode. Sborra calda e abbondante mi riempie il culo, fiotti viscosi che colano fuori, mescolandosi al sudore. Si ritrae con un pop umido, e il suo cazzo gocciolante mi sfiora la schiena. 'Pulisci', ordina, e io, tremante, mi giro. Apro la bocca e lecco, succhiando via la sborra dal suo glande gonfio, ingoiando il sapore salato e alieno, mentre lei mi guarda con occhi soddisfatti.
Finito con me, se ne va nuda verso la camera da letto, lasciando me lì, il culo arrossato e dolorante, a pulire il casino con un asciugamano. Per due anni è andata così: il mio culo perennemente irritato, segnato dalle sue spinte dominanti. E mia moglie? Lei trema ogni volta che sente i passi della regina avvicinarsi alla loro stanza – no, alla sua stanza, ormai. La regina ha preso il letto matrimoniale come suo, e mia moglie è la sua preda successiva.
La prima volta che l'ho sentita, ero in soggiorno, ancora dolorante dal bagno. Urla soffocate, gemiti che filtravano dalla porta chiusa. Spiare non era un'opzione – la regina ci aveva avvertiti: 'Guardate solo se ve lo ordino'. Ma potevo immaginare: mia moglie, Elena, stesa sul letto con le gambe spalancate, la regina sopra di lei, quel cazzo mostruoso che le sfonda la figa. Elena è minuta, con tette piccole e un culo rotondo; contro l'aliena, sembra una bambola.
'Sei mia', deve averle detto la regina, mentre la penetrava piano all'inizio, facendola abituare alla circonferenza aliena. Elena piangeva, ma presto i suoi singhiozzi si trasformavano in gemiti , il corpo che si arrendeva al piacere forzato. La regina la scopa con maestria, alternando spinte lente e profonde a colpi rapidi, le sue mani che strizzano le tette di Elena, pizzicando i capezzoli fino a farla urlare. 'Senti come ti riempio? La mia sborra ti feconderà, umana', sussurra, e io so che è vero – o almeno, Elena lo teme.
Ogni tanto, mia moglie mi confida le sue paure, sussurrando nel buio della cucina mentre la regina dorme. 'E se rimango incinta? Quel mostro... la sua sborra è diversa, la sento dentro di me, calda e viva'. Ha saltato cicli mestruali, il suo ventre è sempre un po' gonfio, e ogni mese controlliamo con kit di gravidanza, pregando che sia negativo. Ma la regina ride di queste paure: 'Un ibrido sarebbe un onore per voi, schiavi'. E continua a scoparsela, sparando carichi enormi nella sua figa, lasciando che coli fuori dalle labbra gonfie.
Una notte, le cose hanno preso una piega peggiore. Ero nel bagno, come al solito, la testa nel water, il culo esposto. La regina entrò, ma stavolta era più aggressiva, eccitata da chissà cosa – forse un segnale dal suo pianeta. Mi penetrò senza spit, solo con la sua saliva aliena, e scopò duro, il cazzo che mi lacerava quasi. 'Stasera ti userò fino in fondo', ringhiò, e infatti lo fece: venne due volte, riempiendomi fino a far traboccare la sborra sul pavimento. 'Lecca tutto', ordinò, e io obbedii, la lingua che raspava le piastrelle.
Poi, andò da Elena. La sentii urlare più forte del solito, un misto di dolore e estasi. Più tardi, mia moglie uscì zoppicando, la figa rossa e gonfia, con tracce bianche che le colavano sulle cosce. 'Mi ha scopata per ore', bisbigliò, 'e ha detto che stavolta potrebbe succedere. Sento qualcosa... dentro'. Piangeva, ma nei suoi occhi c'era anche un bagliore di desiderio represso, il corpo traditore che bramava di più.
Abbiamo provato a ribellarci, una volta. Io e Elena, di nascosto, abbiamo cercato di contattare le autorità, ma la regina ci ha scoperti. La punizione è stata brutale: mi ha legato al water per un'intera notte, scopandomi ogni ora, mentre Elena guardava, costretta a masturbarsi. 'Imparate la lezione', disse, venendo sulla faccia di mia moglie. Da allora, ci siamo arresi. La regina di Uxenb regna sulla nostra casa, sul nostro corpo, sulle nostre paure.
E ogni sera, il rituale ricomincia. Il bagno, la mia sottomissione, la pulizia umiliante. Poi lei con Elena, i gemiti che echeggiano. Chissà quanto durerà. Chissà se un giorno nascerà qualcosa da questo dominio alieno. Ma per ora, siamo suoi, prigionieri nel nostro stesso letto, nel nostro stesso culo e figa.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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